Giancarlo Roppa

Giancarlo Roppa, nato a Villa Vicentina il 17 febbraio 1955.

Si appassiona, giovanissimo, alla Pesistica che in quegli anni muove a Cervignano i primi passi, iniziando a gareggiare, appena quindicenne, sotto i colori della sezione di Cervignano dell’Associazione Pesistica Udinese nel 1970.

La sua proverbiale tenacia e la sua incondizionata dedizione all’attività sportiva gli hanno consentito di sfoggiare una lunghissima carriera di atleta, nella quale risultati più prestigiosi sono giunti proprio quando la maggior parte degli atleti ha già abbandonato da tempo lo sport attivo avendo conquistato un titolo mondiale Master nel 2011 ed una medaglia d’argento ed una di bronzo ai Campionati Europei Master nel 2011 e 2013, coinvolgendo in questo percorso sportivo anche la moglie Lucia.

Socio fondatore dell’a.s.d. Miossport nel 1985, ne è stato una delle anime più apprezzate e genuine fin dall’origine dell’Associazione. Le sue competenze e capacità di carpentiere gli hanno consentito negli anni “eroici” della Pesistica a Cervignano di progettare e realizzare tutte le attrezzature tecniche necessarie all’attività di preparazione fisica con i sovraccarichi che nei prima anni ’70 muoveva i primi ma gloriosi passi a Cervignano. Alcune sono state realizzate talmente bene da essere tutt’oggi utilizzate presso la palestra della Miossport.

Ma è stata la sua lunga e prestigiosa carriera di allenatore a farlo apprezzare da tutta la comunità sportiva di Cervignano.

Il suo carattere un po’ introverso lo portava ad essere diligentemente attento alle esigenze degli atleti e meticoloso osservatore delle loro espressioni tecniche. Molto parco nelle parole, era solito esprimersi in modo sintetico, ma proprio per questo più efficace. I suoi preziosi consigli che non mancavano di coprire anche l’area psicologica degli atteggiamenti dei suoi discepoli, hanno aiutato a maturare e crescere a centinaia di essi, tra i quali anche la figlia Katia che portò a vincere tre titoli italiani, quello Esordienti nel 1992 e due Juniores nel 1995 e nel 1996.

Ha salito lentamente, ma con una maturazione profonda e concreta, i gradini tecnici della Pesistica, raggiungendo il massimo livello, quello di Maestro di Pesistica, nel 2004 dopo essere stato aiuto allenatore delle Nazionali Giovanili di Pesistica dal 2000 al 2003.

Ha così maturato una concreta e profonda esperienza nell’utilizzo dei sovraccarichi come preziosa forma di preparazione fisica anche per gli altri sport, tanto da diventare apprezzatissimo preparatore atletico di numerose squadre di pallavolo locali a partire dagli anni 2000.

La sua proverbiale tenacia lo ha portato a frequentare assiduamente la palestra anche dopo aver già da tempo ingaggiato un’impari lotta contro un male che non potendo essere più forte di lui, gli è stato però più maligno.

 

 

Intervista a Giancarlo Roppa pubblicata nel libro “MIOSSPORT 3.0” EDITO NEL 2015

Cognome ROPPA

nome GIANCARLO

Classe 1955

SOCIO FONDATORE MIOSSPORT

Maestro di Pesistica dal 2004

Preparatore atletico di Pallavolo dal 1980 ai giorni nostri

Atleta dal 1969 fino ad oggi. Vanta un titolo mondiale Master (2011) ed una medaglia d’argento ed una di bronzo ai Campionati Europei Master (2011 e 2013)

Giancarlo Roppa è uomo dai mille talenti e la pesistica è la disciplina che è stata in grado di valorizzarli. Il senso della frase però, può anche essere ribaltato, ovvero: la pesistica valorizza mille qualità di un individuo e Giancarlo Roppa l’ha utilizzata per esprimersi al meglio. Difficile cogliere la differenza? Nessun problema, basta leggere l’intervista che segue e tutto sarà chiarissimo.

Quale è stato il tuo primo impatto con il mondo della Pesistica?

Era il 1969, avevo da poco compiuto i 14 anni ed un mio vicino di casa, Ezio Marson che aveva provato ad allenarsi, mi portò nella palestra di pesistica allestita presso la sala parrocchiale adiacente il duomo di Cervignano.

Praticavo l’atletica leggera (lancio del peso) e per gli allenamenti dovevo trasferirmi fino a Torviscosa.

Trovai quindi naturale e conveniente allenarmi in una palestra a Cervignano. L’attività mi è piaciuta subito ed ho iniziato ad allenarmi assiduamente, diventando in breve tempo la “mascotte” della squadra essendo di gran lunga l’atleta più giovane del gruppo (a quell’epoca i pesi si iniziavano molto più avanti nell’età…)

A febbraio del 1970 venni tesserato per la Pesistica Udinese che nel frattempo aveva aperto una sezione staccata a Cervignano, e gareggiai a Verona in Coppa Italia classificandomi al decimo posto. Fu una grande soddisfazione perché mi ero confrontato con atleti molto più grandi di me. Le lodi ricevute dal M° Ivano Brianese mi spinsero ad impegnarmi ancora di più negli allenamenti.

Non avrei però mai immaginato che da allora avrei continuato a calcare le pedane come atleta fino ai giorni nostri; infatti continuo ancora a gareggiare come Master.

Infatti sei considerato l’atleta più longevo della MIOSSPORT, dal momento che calchi ormai le pedane, e continui a calcarle, da oltre 45 anni. A cosa deve questa straordinaria continuità?

Credo che per tutti gli atleti valga la regola che prima di tutto viene la salute, ed io per fortuna non ho mai subito traumi o infortuni di rilievo che avrebbero potuto arrestare la mia voglia di allenarmi. Ho sempre cercato di condurre uno stile di vita favorente la prestazione (non ho mai fumato ne bevuto alcoolici ed ho sempre cercato di avere una alimentazione sana e corretta). Ho sempre percepito una particolare spinta ad allenarmi perché per me l’allenamento è presto diventato un vero e proprio stile di vita. Ho continuato a seguire questa spinta anche da anziano, applicandomi nelle gare “Master” che alla fine si sono rivelate quelle che mi hanno dato le massime soddisfazioni

La tua carriera è stata importante non solo come atleta, ma anche come tecnico:

Nel 1978 frequentai a Udine il primo corso regionale per Allenatori di Pesistica ed ottenni il brevetto di primo livello. Da quell’anno oltre che allenarmi come atleta, ho anche ricoperto il ruolo di allenatore di pesistica a Cervignano, seguendo intere generazioni di atleti, con molti dei quali conservo ancora un felice rapporto di sincera amicizia.

Nel 1990 partecipai a Roma al Corso di Istruttore (secondo livello) e nel 2004 al Corso Nazionale per l’acquisizione della qualifica di Maestro di Pesistica, presentando una tesi su “La preparazione Atletica per la pallavolo Femminile” argomento nel quale avevo fatto molta esperienza essendo stato per diversi anni preparatore atletico delle squadre dell’Ausa Pav Cervignano, Vivil Pallavolo Villa Vicentina.

La palestra della MIOSSPORT è ancora oggi dotata di molte attrezzature che portano la tua “firma” in quanto ne sei stato sia il progettista che il realizzatore. Quando e come hai scoperto questa tua vocazione?

A quindici anni ho iniziato a lavorare come carpentiere metallico nella ditta Musclot di Cervignano.

Ben presto realizzammo la necessità di dotarci non solo di bilancieri, ma anche di panche e macchine per l’allenamento, ma la nostra organizzazione non disponeva di sufficienti risorse economiche.

Mi venne pertanto spontaneo dedicare qualche ora del mio tempo per costruire tutto quello che serviva. Dobbiamo ringraziare il mio datore di lavoro che mi consentiva di fermarmi un paio di volte la settimana o il sabato mattina per realizzare le panche e le macchine, adoperando le sue attrezzature. Alla fine, gli pagavamo solo il peso del metallo che avevamo utilizzato per costruirle! Possiamo quindi affermare che la ditta Musclot è stato il primo sponsor della Pesistica a Cervignano…!

Nel tuo rapporto con il mondo dei pesi a Cervignano sei considerata una delle persone che hanno dedicato maggiore tempo a questa attività.

Dal 1984 al 1986 vinsi l’appalto per entrare come custode nel Palazzetto dello Sport e questo mi permise di dedicarmi quasi a tempo pieno alla Pesistica. Nello stesso periodo fondai una ditta di pulizie che gradatamente mi assorbì parte del tempo, ma continuai sempre a considerare la Pesistica come una attività fondamentale della mia vita.

Le mie soddisfazioni, infatti, non erano limitate all’attività agonistica, costellata di numerosissimi piazzamenti e risultati a livello nazionale, ma soprattutto dalla mia attività di allenatore sia degli agonisti di pesistica, sia come preparatore atletico per gli altri sport. Tutta questa attività si è ingigantita soprattutto dopo l’inaugurazione della palestra di pesistica avvenuta nel 1991. In quel periodo anche mia figlia Katia si era appassionata all’attività agonistica, in virtù del fatto che la MIOSSPORT è sempre stata antesignana nell’attività femminile.

Riuscì ben presto a vincere alcuni tioli Italiani (Esordienti 1992, Junior 1995 e 1996) e partecipò anche ai primi Campionati Europei Femminili Under 16 nel 1994 a Ljubljana.

Anche questi successi mi stimolarono a continuare l’attività di allenatore approfondendo tutte le tematiche con particolare riferimento all’attività femminile che proprio in quegli anni stava muovendo i primi passi.

La tua esperienza nel campo della pesistica è stata molto utile anche a livello organizzativo. Cosa ci puoi raccontare delle numerose gare internazionali che hai contribuito ad organizzare?

Mi è sempre piaciuto partecipare all’organizzazione degli eventi, tanto che già nel 1972 mi impegnavo già come caricatore dei bilancieri nelle gare nazionali ed internazionali che venivano organizzate in regione (a quell’epoca dalla Pesistica Udinese). Nel 1980 venni convocato a San Marino per l’organizzazione dei Campionati Europei Junior dove mi specializzai nella gestione dei tabelloni manuali delle gare. A quell’epoca non esistevano i computer, e per permettere al pubblico di seguire lo sviluppo della classifica di gara in tempo reale, era stato progettato e realizzato in Friuli un enorme tabellone di alluminio che veniva posto dietro al palco di gara. Aveva delle feritoie e dal retro si dovevano inserire i cartellini in cartoncino contenti tutti i dati di gara (nome dell’atleta, nazione, peso, ecc.). Tutte queste informazioni erano stampate in tempo reale sui cartoncini con dei timbri in gomma, ed io mi sono specializzato in questo ruolo che ho ricoperto in tutte le gare Nazionali ed Internazionali organizzate in Friuli Venezia Giulia. L’avvento dell’utilizzazione del computer verso la metà degli anni ’90 pose definitivamente in soffitta questo modo di organizzare le gare. Le ultime gare nelle quali venne utilizzando questo sistema di comunicazione dei dati al pubblico sono stati i Campionati Italiani Junior organizzati nel 1995 a Cervignano dalla MIOSSPORT ed i Campionati Europei Under 17 organizzati nel 1999 a Lignano della Pesistica Udinese.

Ricordi di tutti questi anni qualche avvenimento che ti è rimasto particolarmente impresso?

Nel 1976 partecipai a Savona ai Campionati Italiani Senior di Pesistica. Gareggiavo nella categoria dei 75 kg, ma mi allenavo con qualche kg in sovrappeso. Avevo già una struttura abbastanza muscolosa con poco grasso. All’avvicinarsi delle gare non riuscivo a perdere gli ultimi due kg e fui costretto a digiunare nei tre giorni precedenti la gara.

Quando salii in pedana per la seconda prova di slancio, riuscii a portare il bilanciere al petto ma, una volta in piedi, complice un po’ il prolungato digiuno e un po’ la mia pressione costituzionalmente bassa, mi si “spense la luce” e svenni, cadendo rovinosamente all’indietro sulla pedana assieme al bilanciere.

Venni subito soccorso dal medico di gara che mi sollevò le gambe e mi consentì di rinvenire in breve tempo. Temendo, però che la caduta avesse potuto determinare qualche trauma, mi prescrisse una vista al pronto soccorso dell’ospedale, dove mi recai assieme ad Ernesto Zanetti. Qui i medici mi tagliarono il costume e mi sottoposero ad una serie di accertamenti. Alla fine mi dimisero e la diagnosi fu: “stia per qualche giorno un po’ a dieta e si sentirà subito bene…!!!” .

Ovviamente disubbidimmo immediatamente a questa prescrizione e mezz’ora dopo eravamo già alle prese con una succulenta bistecca che rimise in un lampo tutte le cose a posto!

Carlo Mian Report finale – conclusa l’esperienza di exchange student

con il Preside il giorno della Graduacion

con il Preside il giorno della Graduacion

Cari amici della pesistica,

dopo undici caldissimi mesi si è conclusa l’esperienza di exchange student che mi ha fatto trascorrere quello che sarà probabilmente uno degli anni più signifcativi della mia vita, nella città di Los Mochis Sinaloa, in Messico.

Ho conosciuto tantissima gente, sono diventato amico di tanti ragazzi e ragazze e ho anche trovato una seconda famiglia, mamma Karelia, papà Julio e tre fratelli a cui mi sono molto affezionato, particolarmente a Marco Julio.

Ripercorrendo mentalmente questo periodo trascorso là trovo tanti bei ricordi, tante belle esperiente, momenti felici, di allegria, di festa e di spensieratezza… ma non pensiate che il Messico sia solo fiesta-sombrero-mariachi! Solo dopo un bel po’ di tempo, quando ho raggiunto una completa padronanza della lingua, ho cominciato a capire davvero come si vive là, quanto diversa sia la vita in quello stato.

Il clima è diverso… mai freddo come da noi, il minimo è una situazione primaverile, il massimo 40° C ed oltre con umidità al 90%

Il cibo è diverso… è molto vario, saporito e ricco, davvero la cucina messicana fa degna concorrenza alla nostra… e ve lo dice un buongustaio! Soprattutto ho apprezzato i vari tipi di crostacei e molluschi che lì si consumano crudi, con spezie e salse varie. Ma i tacos, questo street-food così diffuso, nelle sue migliaia di varianti e personalizzazioni niente li supera!

Le distanze sono diverse… Los Mochis è costruita in zona sismica e così gli edifici hanno al massimo due piani: quindi i 500.000 abitanti occupano un’area del diametro di oltre 20 km. E così per andare a fare allenamento sul campo di baseball avevo un’ora di corriera all’andata e una al ritorno! Poi il Messico è davvero molto vasto e per loro fare 2-3 ore di automobile prima di trovare un’altra città è normale… sono stato in vacanza a Mazatlan: 7 lunghissime ore di corriera per percorrere 800km, lungo un’autostrada sempre dritta, in mezzo al niente: per loro è normale, ci vanno per passare i weekend!

Le case sono diverse… non ci sono porte blindate o allarmi visto che i quartieri residenziali sono organizzati in “private” con muro e recinzione elettrificata, unica via di accesso ed uscita controllata da guardia armata e servizio di ronda armata: quindi dentro i giardini non hanno il recinto e le porte sono sempre aperte! Ma se si aspettano ospiti bisogna ricordarsi di darne i nomi alla guardia… mi ha colpito che i quartieri residenziali sono tutti nuovi, costruiti negli ultimi 15 anni e le case sono tutte moderne: la ricchezza e lo sviluppo di questa area del paese sono recenti

Le scuole sono diverse… oltre al fatto che là i ragazzi si diplomano un anno prima perché iniziano la scuola a 5 anni, chi può frequenta una scuola privata. Solo i poveri vanno alla scuola pubblica e frequentare un “colegio” piuttosto che un altro indica il livello di ricchezza della famiglia, piuttosto che il livello di preparazione che si otterrà. Io ho frequentato il “Colegio Nueva Senda” che è una scuola privata laica, di livello medio-alto come costo ed alto come preparazione: sono stato fortunato! le scuole sono gestite da un “diretor” che gode di ampia autonomia organizzativa, assume direttamente gli insegnanti e sceglie le attività e le materie di studio, sembra proprio un manager. Il diretor della mia scuola è una persona molto in gamba e mi ha aiutato con le procedure burocratiche per riuscire ad ottenere, primo italiano in Messico, un diploma legale. A scuola bisogna sempre indossare la divisa che è diversa da scuola a scuola (foto in alto: con il Preside il giorno della Graduacion)

Le strade sono diverse… in Messico non ci sono strade a doppio senso di marcia, le carreggiate sono quasi sempre divise da un’aiuola e di solito le strade cittadine hanno almeno tre corsie. Sono piuttosto diffusi i dissuasori di velocità che sono molto più alti di quelli che si trovano in Italia. In Messico si può guidare già a 16 anni ed ottenere la patente è piuttosto facile, così tutti i miei amici e compagni di classe avevano la patente e spesso anche una automobile a disposizione, soprattutto nei weekend.

La musica è diversa… oltre ad ascoltare la musica di importazione che ascoltiamo anche noi in Italia, i ragazzi ascoltano anche della musica messicana, tradizionale ma con testi moderni, sui problemi dei giovani, sulla politica,… questi gruppi sono molto popolari e sono richiesti anche nelle feste private e i musicisti sono delle star locali. Nelle occasioni ufficiali e formali si ingaggiano invece dei Mariachi o una banda.

Lo sport è diverso… nel senso che è molto diffuso, a partire dalle scuole: ogni Colegio ha squadre di calcio, di basket, di baseball, di pallavolo, di pallamano, di nuoto, di ginnastica, di arti marziali, di atletica… e lo sport giovanile viene gestito soprattutto nei campionati scolastici. Molto diffuse sono anche le palestre e tanti vanno a correre nei vari parchi o circuiti cittadini, sia a piedi, sia in bicicletta

Anche le ragazze sono diverse… esteticamente sono assolutamente molto stereotipate, tutte con i capelli lunghi e scuri, molto curate nel trucco e nel vestire che non è mai troppo succinto e assolutamente non volgare. Anche i ragazzi non sono molto diversi tra di loro nel vestire: quasi sempre con sobri pantaloni lunghi e maglietta, alle feste in camicia e spesso in giacca: non ho visto molte trasgressioni nel look

Potrei andare avanti per ore, a raccontarvi cosa e come là le cose sono diverse… sembra incredibile, ma quest’anno mi è passato in un momento! non è stato sempre tutto facile, ma volevo che andasse tutto bene e così è stato: ho conosciuto gente fantastica, ho instaurato legami di amicizia che dureranno per sempre, ho visitato località bellissime, mangiato pietanze succulente e ricercate, ottenuto un diploma straniero, imparato una lingua fino al giorno prima sconosciuta, continuato lo studio dell’inglese (che da loro è americano), frequentato persone altolocate con yacth ed aereo privato ed altre poverissime che non possono concedersi più di un pasto al giorno…ecco, il Messico è pieno di contraddizioni, ma i messicani sono un popolo bellissimo che sa risolvere i propri problemi, con calma, senza fretta, con il sorriso sulle labbra perché anche oggi, negli anni 2000, per loro non c’è nulla di meglio di godere della compagni dei famigliari e degli amici.

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Ristrutturata la palestra della Miossport di Cervignano del Friuli

Impianto di palestra adeguato alla fruizione dei disabili e Paralimpici

IMG_4215La Pesistica cervignanese dopo l’esaltante successo dei Campionati italiani Assoluti di Pesistica Olimpica, organizzati nel dicembre scorso in occasione dell’anniversario dei cinquant’anni di presenza in Città di questa disciplina sportiva, fa riparlare di Pesistica con un altro traguardo organizzativo raggiunto. A seguito di sostanziosi contributi economici della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Credito Cooperativo Friuli, della Federazione Italiana Pesistica e delle Assicurazioni Generali – INA Assitalia agenzia di Cervignano del Friuli, la palestra comunale di Pesistica è stata adeguata strutturalmente per i disabili e gli Atleti/e Paralimpici. I locali degli spogliatori, dei servizi igienici e la sala della sauna sono stati ammodernati ed adeguati per accogliere secondo le norme di sicurezza vigenti, i disabili e gli Atleti/e Paralimpici durante le gare. Le opere di adeguamento della struttura sono state realizzate a tempo di record in poco più di tre mesi non senza difficoltà burocratiche. La Pesistica MIOSSPORT, Pesistica Olimpica – Paralimpica e Preparazione Fisica, prima società regionale a sviluppare un’attività sportiva per Atleti/e Paralimpici, ha voluto dotarsi di tutte le strutture previste dalle norme di sicurezza sportive imposte dalla FIPE a cui la MIOSSPORT è affiliata da oltre trent’anni. Il sindaco di Cervignano del Friuli, Gianluigi Savino, ha scoperto una targa all’interno della palestra dedicata all’evento. Il presidente della società di Pesistica, Ernesto Zanetti, ha fatto gli onori di casa e nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di questo successo che non è solo sportivo, ma anche di trasparente e buona amministrazione dei contributi non solo pubblici. Zanetti ha ricordato che l’adeguamento della struttura è solo all’inizio. Infine, ha richiamato l’attenzione dei presenti, in qualità di presidente del sodalizio di Pesistica internazionale di Alpe Adria, sull’intera struttura di palestra, evidenziandone le peculiarità per l’organizzazione di gare di livello internazionale. Presenti i rappresentanti degli enti che hanno contribuito alla realizzazione dell’opera. In rappresentanza della Regione, Mauro Tavanut ex sindaco di Cervignano, per la FIPE il consigliere federale Fabiano Blasutig e il direttore tecnico della nazionale Paralimpica, Alessandro Boraschi. Era presente anche Giovanni Righi, delegato del FVG della Federpesistica. Rappresentava la CrediFriuli, il presidente Luciano Sartoretti, mentre per le Assicurazioni Generali – INA era presente in rappresentanza del titolare Gianpietro Bazzano, Alberto Buzzi. L’onorevole Giorgio Brandolin, presidente del CONI del FVG, presente nell’occasione, ha richiamato l’attenzione dei convenuti sulla lungimiranza dell’assessore alla cultura, sport e solidarietà della Regione, Gianni Torrenti, nell’aver perorato la causa nella formulazione di una legge regionale che favorisse la messa in sicurezza e a norma delle strutture pubbliche dedicate anche allo sport di cui la MIOSSPORT, per prima, ha usufruito e concretizzato nei termini. Dopo la benedizione dei locali da parte del parroco, don Dario Franco, e il taglio del nastro, alle ore 17:00, preceduta da un’esibizione di Atleti Paralimpici, si è svolta la fase di qualificazione ai Campionati italiani Assoluti di distensione su panca per il FVG, le cui finali si svolgeranno a Firenze il 25-26 giugno.                                 Photogallery

 

Corrispondenze dal nostro Atleta in Messico

Cari amici della pesistica Miossport,

è dallo scorso Natale che non mi faccio vivo “ufficialmente” con voi: il tempo scorre rapidamente nonostante il blando ritmo del Messico!

L’esperienza che sto vivendo qui a Los Mochis continua ad essere entusiasmante. Il tranquillo vivacchiare del mese di vacanze natalizie (sì, davvero si hanno 30 giorni di vacanza se nel primo semestre si ha una media scolastica alta) è stato “vivacizzato” sul finire dall’arresto de El Chapo, di cui avete sentito ampi reportage anche sui telegiornali italiani e che ha messo in stato di guerriglia tutta la città per almeno una settimana. I primi giorni erano chiuse tutte le scuole e gli uffici e la popolazione era invitata a restare in casa … un’esperienza anche questa, che non mi mancherà.

Ripresa la scuola le mie giornate sono tornate ad essere piene di attività. Dalle 7 del mattino alle 14.30 ci sono le lezioni, rientro a casa e pranzo insieme con la famiglia (mamma, papà e tre fratelli). Noi ragazzi sparecchiamo la cucina e ci concediamo una breve siesta. Poi ci dedichiamo ai compiti, allo studio ed agli allenamenti. Alla sera una veloce cena famigliare e poi vado a dormire, quasi sempre presto. Raramente usciamo la sera durante la settimana, solo per assistere a qualche partita di baseball o softball: al mattino ci svegliamo presto, alle volte, se devo ripetere qualche lezione, anche alle 4.30.

Purtroppo non ho potuto proseguire gli allenamenti di sollevamento pesi, perché in questa città non c’è una palestra adatta. Comunque, per completare la preparazione di baseball, oltre agli allenamenti di questa disciplina, frequento una palestra dove faccio un po’ di crossfit, che assomiglia abbastanza al sollevamento pesi ed è anche divertente. A breve incomincerà un altro campionato di baseball e spero di ottenere altre soddisfazioni, ancor più che in quello precedente e di superare i play-off e di incontrare così squadre provenienti da tutto il Messico.

Lo sport e l’attività fisica in generale sono davvero molto importanti nella vita dei messicani e anche a scuola si fanno molte attività fisiche. Lo scorso mese, nella mia scuola, c’è stata un’intera settimana dedicata allo sport, la “Nueva Sendada”. Tutti noi studenti siamo stati divisi in tre squadre, io ero in quella gialla. Ogni giorno c’erano attività motorie a cui partecipare: corsa campestre, tornei di basket e volley, biciclettata, giochi in piscina, … L’attività che mi è piaciuta di più è stata il “Rally”, ovvero un percorso ad ostacoli nel fango: è stato molto divertente e la mia classe ed io abbiamo realizzato il miglior tempo e quindi il primo posto!20160309-Vincono i gialli

Siamo ormai in primavera, ma qua questa stagione porta clima secco e temperature tra 25 e 30 gradi: l’ideale per stare all’aperto ed al mare. Per le vacanze di Pasqua sono stato in vacanza a Camahuiroa, una località turistica a circa tre ore di strada da Los Mochis, dove la famiglia ospitante ha una bella casa sul mare. La spiaggia è fantastica, tropicale e selvaggia, semprè ventilata. Per i villeggianti sono organizzate molte attività come tornei di beach-volley, gare in kayak, gare con il quad, falò con musica sulla spiaggia e molto altro ancora. In questa occasione si è riunita tutta la famiglia e nella foto che vi allego sono con tutti i cugini.IMG-20160327-WA0017

Ho ripreso la scuola, frequento il 6° semestre della preparatoria, cioè l’ultimo semestre prima dell’università. La scuola finirà il 24 giugno, con gli esami “de graduacion”, che sono praticamente come la nostra maturità. Pochi giorni dopo ci sarà la “fiesta de Graduacion”, in cui vengono consegnati i diplomi in perfetto stile americano, con tanto di discorso e lancio del cappello, come vediamo nei film d’oltreoceano. Poi la mia avventura sarà conclusa e già mi viene un po’ di malinconia …

Un grosso abbraccio da Carlo

Convegno Nazionale – Cosa significa, oggi, allenare i giovani – Cervignano del Friuli 18/12/2015

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Il Convegno, organizzato come evento culturale collaterale ai 110 Campionati Italiani Assoluti di Pesistica dal Comitato regionale CONI e dalla FIPE con il patrocinio della Scuola della Sport del CONI, è nato dall’esigenza indagare su un argomento di grande attualità: cercare di capire quali basi scientifiche ha oggi la metodologia dell’allenamento sportivo giovanile.

Già dal titolo “Cosa significa, oggi, allenare i giovani” si evince più la volontà di sollevare un problema che quella di proporre soluzioni sic et simpliciter.

Le relazioni si possono dividere in due categorie: quelle che parlano dello sviluppo dell’“Hardware” dei Giovani (Menotti Calvani) e quelli che trattano il “Software” che però, negli esseri viventi, condiziona grandemente anche lo sviluppo dell’“Hardware” stesso (Antionio Paoli, Pierluigi schieri ed Antonio Urso).

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La relazione del Prof. Menotti Calvani , neurologo, dal titolo “Lo sviluppo del sistema nervoso da 0 a 5 anni” illustra la composizione del cervello e del sistema nervoso e verifica l’influenza dello sviluppo cerebrale sottoposto a stimoli diversi. Documenta l’influenza dell’allenamento sullo sviluppo dell’Ippocampo e della memoria.

Menotti Calvani – Lo sviluppo del sistema nervoso da 0 a 5 anni

w0157095La relazione del Prof. Antonio Paoli, nutrizionista e fisiologo, dal titolo: “Lo sviluppo cognitivo giovanile” percorre il processo di apprendimento inteso come modifica di un comportamento dopo un’esperienza. Rileva un peggioramento delle capacità motorie nei giovani e ne individua la causa nell’attuale sotto stimolazione. Suggerisce di sottoporli ad un’adeguata pratica di stimoli motori soprattutto nelle fasi sensibili.

Antonio Paoli – Lo sviluppo cognitivo giovanile

 w0157098La relazione del Prof. Antonio Urso, specialista della forza, dal titolo: “L’allenamento della forza in campo giovanile” fa il punto sulla metodologia di allenamento della forza nei giovanissimi, ma nella sua relazione solleva alcuni interessanti interrogativi che partono da una semplice considerazione: mentre tutto è cambiato negli ultimi 40 anni (stile di vita, alimentazione, aspirazioni, obiettivi, regole sociali e comportamentali, ecc.) i metodi di allenamento, soprattutto quelli rivolti alle fasce giovanili, sono rimasti pressoché invariati.

Antonio Urso – Cosa significa allenare i giovani oggi

 w0157101La relazione del Prof. Pierluigi Aschieri, specialista in sport di combattimento, dal titolo: “L’intelligenza motoria” considera lo sviluppo ontogenetico come reazione di adattamento all’ambiente (stimoli esterni) e lo sviluppo dell’intelligenza motoria come reazione alla necessità di interagire efficacemente con l’ambiente e decidere rapidamente per risolvere nuovi problemi motori contingenti con azioni efficaci ed efficienti.

Pierluigi Aschieri – Intelligenza motoria Comportamento Apprendimento

 w0157102 Ernesto Zanetti – Commento del Moderatore

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